SICUREZZA  

Non esiste una ricetta miracolosa, soprattutto non a questo punto. Il problema andrà dunque risolto gradualmente, organizzando le forze dell’ordine in modo che agiscano in contemporanea e garantendone la presenza costante sul territorio, anche con controlli preventivi. Nei parchi va incrementata l’illuminazione e devono essere installate telecamere funzionanti per una maggiore salvaguardia di spazi e persone, e per poter intervenire tempestivamente in caso di furti ed effrazioni. La figura del vigile di quartiere, sempre promessa e mai messa in atto, deve essere ripristinata per il suo ruolo di deterrenza e deve esser messa nelle condizioni di intervenire, ove necessario.

Le Cascine devono tornare ad essere il giardino di chi vive a Firenze. Per farlo non possiamo lasciare il parco abbandonato: è necessario reintegrare esercizi commerciali, eventi commerciali, culturali e musicali. E prevedere regolari eventi sportivi, teatrali e musicali, sia di giorno che di sera.

I quartieri devono tornare ad essere sicuri e il Comune di Firenze deve tornare a offrire servizi capillari ai cittadini. Accoglienza sì, ma senza cedere un passo sul piano della sicurezza.

DECORO

Degrado e criminalità vanno di pari passo. Di conseguenza edifici cadenti, discariche abusive e aree abbandonate sono potenzialmente pericolose. Per questo, ove possibile, bisogna ripristinare il decoro per non favorire ulteriore degrado e quella marginalità socio-culturale che ne è l’elemento scatenante. Gli edifici occupati abusivamente, spesso focolai di malavita, vanno sgomberati prima che accadano atti illeciti, anche gravissimi.

La malamovida, che riempie di rifiuti il centro cittadino e che ha conferito a Firenze lo sgradevole primato di città col maggior inquinamento acustico in Italia,  rientra nell’ambito del disturbo della quiete pubblica, che è un reato. Va quindi fatto osservare, con l’aiuto degli esercenti, l’orario di chiusura dei locali, e un limite alla vendita di alcolici.  

 Il problema del decoro si accompagna, soprattutto in centro dove la pressione antropica è maggiore, alla mancanza di bagni pubblici, il cui numero dovrà essere aumentato soprattutto nelle zone del centro, senza legare la necessità di usare i servizi alla consumazione negli esercizi pubblici.  Inoltre è fondamentale sensibilizzare i bambini, fin dai primi anni di scuola, nei confronti del nostro patrimonio artistico e culturale e insegnare il rispetto delle opere pubbliche, cercando di avvicinarli al mondo dell’arte in ogni sua forma. Firenze deve diventare di nuovo un centro di produzione culturale, non solo consumazione.

BUONA AMMINISTRAZIONE

Il verde urbano sarà una delle mie priorità, con un piano dedicato che prevede di piantare migliaia di nuovi alberi.

Sceglieremo con cura le specie vegetali più adatte al terreno della città. Quelle che si possono gestire in maniera agile e poco dispendiosa. Avremo così più strade ombreggiate con lunghe file di alberi, che con le loro chiome contribuiranno a ridurre le temperature. 

Dovremo rivedere e migliorare, ove possibile, i progetti della tramvia per non sfigurare la città e adeguarli alle moderne tecnologie utilizzate nel resto d’Europa.

I servizi per le famiglie devono essere incrementati. Servono più asili e doposcuola a costi minori. Dobbiamo riappropriarci del patrimonio immobiliare della città per dare vita a nuovi spazi ludici e culturali dove i giovani possano aggregarsi, studiare e fare cultura. Inoltre voglio che l’Università torni a essere un vanto per la città. 

La moda e le sue industrie devono ritornare ad essere uno dei poli centrali della vita produttiva. Dobbiamo rilanciare l’artigianato vero, quello che ci ha resi celebri nel mondo per la bellezza e la qualità dei nostri prodotti. 

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