EIKE

Ho il cuore a metà: metà in Italia, metà in Germania. In Germania ci sono nato. Per l’esattezza, a Friburgo, una città universitaria piena di vita, dove la tradizione si mescola alla modernità (un po’ il mio stile!). Era il 1968, anno che ci riporta alla mente tanti eventi… tra cui la vittoria dell’Italia agli Europei!

E all’Italia, l’altra metà del mio cuore, sono legato da sempre. In particolare, a Firenze. Ci si era rifugiata la famiglia antinazista di mia nonna durante la guerra. Mia nonna poi ci è tornata spesso, e una volta mi ha portato con sé in un lungo viaggio. È così che mi sono avvicinato a Firenze.

A Firenze ci sono tornato molte altre volte, per conto mio: nel 1994, per sei anni, durante il dottorato per i miei studi sul collezionismo dei Medici. In seguito ho vissuto negli Stati Uniti e in Inghilterra, per lavoro, fino al 2015, anno di svolta, in cui sono stato nominato Direttore degli Uffizi, trasferendomi definitivamente a Firenze.

Direi che a Firenze ci ho passato buona parte della mia vita! Senz’altro quella più importante, per quanto riguarda il lavoro e il privato. È a Firenze che ho conosciuto Roberta. È qui che si trovano la mia famiglia, le persone care, gli amici.

Da subito sono stato attratto da questa città. Ne ho apprezzato i monumenti e le bellezze, come storico dell’arte e come cittadino, vivendo quotidianamente i suoi quartieri e il centro storico.

Non nasco come politico, ma sono un amministratore capace, e voglio mettere a disposizione le mie competenze per il bene della città. Sono sicuro di poter dare molto a Firenze, e a chi ci vive.

PERCHè MI CANDIDO

Ho un sogno, che è quello di essere il vostro sindaco e amministrare bene Firenze.

Amo questa città con tutto il cuore e non riesco a sopportare di vederla trattare male o andare in malora per colpa di una cattiva organizzazione.

Firenze deve tornare a essere il faro del mondo, deve tornare a essere Magnifica.
È ora di cambiare.

Da storico dell’arte conosco bene la storia di questa città, ogni suo monumento e opera d’arte. Ne conosco e riconosco il valore, e credo sia arrivato il momento che lo riconosca il mondo intero. È il momento di rendere di nuovo Firenze capitale della cultura.

Ho a cuore i giovani che vivono a Firenze: chi ci è nato, e chi, come me, ci è arrivato per motivi di studio. Ho intenzione di dare ai giovani spazi che non siano solo quelli per bere: servono luoghi per aggregarsi, per studiare, per fare cultura. Voglio che la stessa Università torni a essere un vanto per la città.

Anche l’artigianato locale ha bisogno di maggiore cura. I prodotti fatti a mano, che con la loro bellezza e qualità hanno reso Firenze celebre ovunque, vanno rilanciati in Italia e nel mondo.

Le Cascine saranno la nostra versione di Central Park. Saranno il giardino di chi vive a Firenze. Il verde urbano sarà una delle mie priorità, con un piano dedicato che prevede di piantare migliaia di nuovi alberi (magari al posto di quei poco estetici pali della tramvia, dove si può!). Sceglieremo con cura le specie vegetali più adatte al terreno della città. Quelle che si possono gestire in maniera agile e poco dispendiosa. Avremo più strade ombreggiate con lunghe file di alberi, che con le loro chiome contribuiranno a ridurre le temperature. Ci saranno benefici enormi per l’ambiente.

Già come Direttore degli Uffizi ho partecipato ai dibattiti che vedevano al centro la città di Firenze, non solo dal punto di vista artistico-culturale, ma anche politico. Continuerò a farlo, affrontando con impegno, passione e determinazione le sfide e le problematiche presenti in città. In otto anni di amministrazione agli Uffizi ho raccolto 13 milioni di euro in donazioni: immaginate cosa potremo ottenere se sarà tutta la nostra bella città ad avere doni da chi la ama, da chi la sogna, e ha i mezzi per aiutarci a renderla ancora più bella.

Ma saremo soprattutto noi, tutti insieme, cittadini e cittadine di Firenze, a renderla più bella. Credetemi, abbiamo tutte le carte in regola per renderla di nuovo Magnifica.

CULTURA COME PROVENIENZA

Ho trascorso sette anni a Firenze come borsista e ricercatore presso il Deutsches Kunthistorisches Institut, e successivamente sono stato curatore e capo del Dipartimento di scultura, arti applicate e tessili del Minneapolis Institute of Arts negli Stati Uniti, in Minnesota.

Negli otto anni alla guida degli Uffizi, le Gallerie più famose d’Italia, ho potuto quindi unire la conoscenza della città con l’esperienza maturata in contesti internazionali.

Ho messo a disposizione le mie competenze amministrative e manageriali per produrre un cambiamento importante e necessario: da una dozzina di realtà museali frammentate e non coordinate fra loro, le Gallerie degli Uffizi sono diventate un unico grande complesso museale tra i più visitati al mondo.

Ho avvicinato l’arte a chi abita la città, al territorio, perché sono convinto che la cultura sia il primo strumento a nostra disposizione per creare una nuova percezione del patrimonio artistico e culturale. In fondo, ogni persona che vive la città, come essere vivente ne è custode, di quel patrimonio.

Voglio continuare a utilizzare le mie competenze di manager e amministratore per il bene di Firenze.

FIRENZE LA MIA CITTà

A fine novembre 2023 sono diventato cittadino italiano. A tutti gli effetti. L’Italia, la sua cultura, per me sono una vera passione.

Lo ammetto: sono innamoratissimo di Firenze. E mi commuove potermi dire, finalmente, con-cittadino di Fiorentini e Fiorentine. Fiorentino.

E mi sento ancora più felice e fiero di essere con-cittadino di grandi personalità come Dante Alighieri, San Francesco, San Tommaso, Benedetto Croce, Margherita Hack, e, nel mio ambito, Luigi Lanzi e Antonio Paolucci.

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